<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
		<atom:link href="https://www.csicp.it/blog/x5feed.php" rel="self" type="application/rss+xml" />
		<title><![CDATA[]]></title>
		<link>https://www.csicp.it/blog/</link>
		<description><![CDATA[]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Tue, 02 Apr 2024 10:26:00 +0200</lastBuildDate>
		<generator>Incomedia WebSite X5 Pro</generator>
		<item>
			<title><![CDATA[Manifestazione davanti all'ex Parco Cassarà: "Riapriamolo e intitoliamolo alle vittime di femminicidio"]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://www.csicp.it/blog/index.php?category=Palermo_Today"><![CDATA[Palermo Today]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div><header data-entry-header=""><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Al presidio hanno preso parte Legambiente, il comitato Salviamo il cuore di Palermo, Ecologia Politica Palermo e residenti. Tra i presenti anche la consigliera Amella: "Chiediamo a gran voce la fruizione almeno della sua parte iniziale, quella che si affaccia su corso Pisani"</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Riaprire l'ex Parco Cassarà e intitolarlo alle vittime di femminicidio". E' quanto hanno chiesto stamattina diversi manifestanti riunitisi davanti allo spazio verde chiuso dal 2014. Hanno protestato associazioni come Legambiente, il comitato Salviamo il cuore di Palermo, Ecologia Politica Palermo e residenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"Chiediamo a gran voce la riapertura almeno della sua parte iniziale, quella che si affaccia su corso Pisani, che immaginiamo trasformata in un ponte verde tra la cittadella universitaria ed il Cus. Si è trattato di un momento di straordinaria partecipazione per chiedere un impegno concreto all’amministrazione Lagalla: un patto con i cittadini affinché questo prezioso polmone torni a essere presto fruibile", dice la consigliera comunale Concetta Amella del M5S, anche lei presente al sit-in.</span></div><div></div></header></div><div><section><div bis_skin_checked="1"><figure></figure></div><div></div></section></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Durante il presidio è nata anche l'idea di intitolare il parco alle vittime di femminicidio dopo che a Ninni Cassarà, vicequestore ucciso dalla mafia, è stato intitolato il parco interno a Villa Trabia. "Non avere un nome potrebbe rappresentare un rischio di ‘damnatio memoriae’ per un'area verde così importante anche perché include un sito archeologico di grande rilievo, la Fossa della Garofala, rilevante testimonianza naturalistica del paesaggio della Conca d'Oro", aggiunge Amella.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 08:26:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.csicp.it/blog/files/parco-cassara-manifestazione-riapertura_thumb.jpg" length="222865" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.csicp.it/blog/?manifestazione-davanti-all-ex-parco-cassara---riapriamolo-e-intitoliamolo-alle-vittime-di-femminicidio-</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.csicp.it/blog/rss/000000013</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Legge sulla disabilità, come viene coinvolto il Terzo settore?]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://www.csicp.it/blog/index.php?category=Terzo_settore"><![CDATA[Terzo settore]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div class="imHeading3">Un’analisi delle novità del percorso di attuazione della legge n. 227 del 21 dicembre 2021, in attesa della stesura di alcuni decreti attuativi, tra cui l’integrazione dei dispositivi della co-programmazione per la partecipazione degli enti non profit in alcuni processi</div><div><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un piano di indagine di grande interesse teorico (e di pari rilevanza pratica), per chi si occupa di diritto del Terzo settore, è dato dalle possibili intersezioni fra quest’ultimo e il percorso di riforma relativo alla condizione giuridica delle persone con disabilità, iniziato con l’approvazione della <span class="cf1">legge n. 227 del 21 dicembre 2021</span>.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Al momento, si sta ancora lavorando alla stesura dei decreti legislativi. Il fatto che gli schemi della normativa d’attuazione stiano circolando già da qualche tempo consente però di iniziare a riflettere sulla traiettoria seguita dall’iter della riforma.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Lo scorso 11 gennaio è stato oggetto di un’<span class="cf1">Intesa in sede di Conferenza unificata</span> uno schema di decreto legislativo intitolato “<strong>Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato</strong>”. Alcune delle disposizioni che hanno trovato spazio al suo interno riguardano anche <strong>il ruolo del Terzo settore nel futuro assetto delle politiche per la disabilità e dei relativi servizi</strong> ed è a questo specifico aspetto, fra i tanti profili rilevanti dello schema di decreto, che è dedicato questo articolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Prima di entrare nel merito, però, sono necessarie alcune considerazioni preliminari, con lo scopo di inquadrare, anche sommariamente, lo schema di dlgs che viene esaminato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La legge 227/2021, già citata poco sopra, costituisce, di per sé, una delle conseguenze normative del Pnrr. <strong>All’interno della componente C2 del Pnrr, infatti, era prevista l’approvazione di una “Legge quadro sulla disabilità”</strong>, con lo scopo di realizzare pienamente quanto previsto dalla <span class="cf1">Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità</span> (d’ora in avanti, semplicemente “la Convenzione”), già ratificata e resa esecutiva con la <span class="cf1">legge 18/2009</span>, seguendo un approccio coerente con il diritto e le politiche dell’Unione europea (e – in particolare – con la <span class="cf1">Carta dei diritti fondamentali dell’Unione</span> e con la <span class="cf1">“Strategia europea per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030”</span>, adottata dalla Commissione nella primavera del 2021). Si tratta di una premessa indispensabile perché serve a chiarire immediatamente che i decreti di attuazione che si susseguiranno nel prossimo futuro vanno letti avendo ben presente non solo la legge delega, ma anche altri riferimenti normativi, collocati su vari livelli e dotati di una diversa portata.</span></div><div class="imTAJustify"><strong class="fs12lh1-5 ff1">Lo schema di decreto legislativo</strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Lo schema di decreto legislativo oggetto dell’Intesa richiamata in apertura ricomprende 38 articoli, ripartiti in quattro capi. Nel primo, trovano spazio norme relative alle “<strong>finalità e alle definizioni generali</strong>”. Nel secondo, si colloca la disciplina inerente al “<strong>Procedimento valutativo di base</strong>” e all’“<strong>accomodamento ragionevole</strong>”. Il terzo capo del documento in esame è dedicato alla “<strong>Valutazione multidimensionale e [al] progetto di vita individuale personalizzato e partecipato</strong>”. Il quarto capo, infine, contiene le “<strong>disposizioni finanziarie, transitorie e finali</strong>”. Non sono pochi, all’interno dello schema di decreto, i passaggi che possono suscitare interesse, destare perplessità o essere oggetto di critiche, anche serrate. Come anticipato, non è possibile, in questa sede, proporne un’analisi puntuale; ci limiteremo a evidenziare, in maniera puntuale, il ruolo che il legislatore delegato ha individuato per gli enti del Terzo settore (Ets) all’interno dello schema di decreto.</span></div><div class="imTAJustify"><strong class="fs12lh1-5 ff1">Enti del Terzo settore: valutazione della condizione di disabilità e accomodamenti ragionevoli</strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">All’interno del I e del IV capo – lo si può anticipare – di Ets non c’è traccia; la nostra analisi deve partire dal II capo, dedicato, come già detto, alle procedure di valutazione e all’accomodamento ragionevole. Si tratta di ambiti molto importanti: <strong>le procedure di valutazione per le persone con disabilità e i loro familiari, costituiscono spesso un momento pieno di difficoltà</strong>. Ciò per problemi che vanno dalla complessità delle procedure burocratiche, alle ripercussioni che la valutazione può avere sui servizi e alle prestazioni cui si ha accesso, all’effetto stigmatizzante che le procedure in questione possono generare. Lo schema prevede una procedura valutativa di base e ne delinea finalità e procedure (artt. 5-16). È qui che troviamo un primo cenno agli Ets: all’articolo 9, comma IV, si prevede che la procedura valutativa sia affidata a commissioni costituite in seno all’Inps e che esse “siano integrate con un professionista sanitario in rappresentanza, rispettivamente, dell’Associazione nazionale dei mutilati e degli invalidi civili (Anmic), dell’Unione italiana ciechi e degli ipovedenti (Uici), dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza ai sordomuti (Ens) e dell’Associazione nazionale delle famiglie e delle persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo (Anffas)”, in ogni occasione in cui le commissioni in questione debbano pronunciarsi sulle specifiche condizioni di disabilità. La disposizione appena riportata ricalca piuttosto fedelmente quanto previsto <span class="cf1">all’art. 1, comma III, della legge 295/1990</span>. Di seguito, non senza un errore materiale nella redazione del testo, <strong>lo schema di decreto legislativo</strong>, all’art. 9, comma VIII, <strong>prevede alla copertura relativa agli oneri per la partecipazione ai lavori delle commissioni di valutazione del professionista sanitario in rappresentanza delle associazioni</strong>.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">All’interno del medesimo capo, gli enti associativi vengono citati all’interno di una disposizione, l’art. 17, relativo all’accomodamento ragionevole (intendendo, con quest’ultima locuzione, in linea con quanto previsto dalla Convenzione Onu, “le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali”). <strong>L’accomodamento ragionevole non è una novità assoluta nel nostro ordinamento, dal momento che esso, in ambito lavorativo, è previsto a seguito dell’adattamento del diritto italiano a quello dell’Unione europea</strong> (e, in particolare, a quanto previsto dalla <span class="cf1">direttiva 2000/78/CE</span>); ma <strong>è una novità l’ampliamento del raggio d’azione dell’istituto al di fuori dei luoghi di lavoro</strong>. Merita di essere sottolineato, en passant, come <strong>si preveda uno spazio d’azione per le associazioni</strong> (e, quindi, anche per alcuni Ets), consentendo loro di rivolgersi al <span class="cf1">Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità</span>, (anch’esso in via d’istituzione a seguito della l. 227/2021) nei casi in cui si sia avuto un rifiuto di predisporre un accomodamento ragionevole da parte della pubblica amministrazione o di soggetti privati. Ma attenzione: <strong>lo schema di decreto legislativo prevede che possano rivolgersi al Garante le associazioni legittimate ad agire ai sensi della legge n. 67 del 1° marzo 2006, il cui elenco è stato riaggiornato in tempi relativamente recenti.</strong></span></div><div class="imTAJustify"><strong class="fs12lh1-5 ff1">Progetti di vita, Uvm e co-programmazione</strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Assai interessante – e potenzialmente di grande importanza da un punto di vista concreto – è poi quanto previsto all’interno del capo III, relativo alla “valutazione multidimensionale e al progetto di vita individuale e personalizzato e partecipato”; <strong>il progetto di vita, secondo quanto riportato nello schema di decreto legislativo, è diretto “a realizzare gli obiettivi della persona con disabilità per migliorare le condizioni personali e di salute nei diversi ambiti di vita, facilitandone l’inclusione sociale e la partecipazione nei diversi contesti di vita su base d’eguaglianza con gli altri”</strong> (art. 18, III comma). Va rilevato come lo schema preveda, all’art. 24, rubricato “Unità di valutazione multidimensionale” (Uvm), che <strong>dell’Unità in questione</strong>, in vista dell’elaborazione dei progetti di vita, <strong>possa far parte – senza oneri per la pubblica amministrazione – anche “un rappresentante di associazione, fondazione, agenzia o altro ente con specifica competenza nella costruzione di progetti di vita anche del terzo settore”</strong>. Poco sotto, si legge che entro sei mesi dalla data d’entrata in vigore del decreto legislativo, le regioni, in vista della predisposizione del progetto di vita, programmano e stabiliscono le modalità di riordino e di unificazione all’interno delle Uvm e la rimodulazione delle attività e dei compiti svolti da queste ultime in funzione dell’individuazione degli interventi in materia di non autosufficienza, degli interventi per le persone in condizioni di disabilità gravissima, dell’individuazione delle misure di sostegno ai caregiver, della redazione dei progetti individuali di cui all’<span class="cf1">art. 14 della legge 328/2000</span> e dell’individuazione dei servizi, degli interventi e delle prestazioni per il <span class="cf1">“dopo di noi”</span> (art. 24, IV comma). A rendere interessante quest’azione di riordino, però, è quanto stabilito dal comma 6 dello stesso articolo: il riordino e l’unificazione di cui si è appena fatto cenno “avvengono nel rispetto dei principi di razionalizzazione, efficienza e co-programmazione con gli enti del terzo settore”, oltre che nel rispetto dei livelli essenziali puntualmente previsti e di quanto previsto dall’art. 1, comma 163 della legge n. 234/2021 per le persone non autosufficienti, le cui esigenze vengono prese in carico secondo quanto indicato nel progetto di assistenza individuale integrata (Pai).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong>Il fatto che venga indicata, quale criterio direttivo della riorganizzazione regionale, la co-programmazione (sic!) con gli Ets potrebbe avere dei risvolti non trascurabili</strong>. La riconfigurazione delle Uvm sulla base di una logica co-programmatoria, infatti, potrebbe dare una nuova coloritura al ruolo degli Ets non solo a valle della predisposizione dei progetti di vita delle persone con disabilità, ma anche a monte dell’attività progettuale, facendo emergere, a beneficio dell’amministrazione (di cui – va ricordato – le Uvm sono uno dei bracci operativi), bisogni ed esigenze. Come ha sottolineato la <span class="cf1">Corte costituzionale</span>, “Gli Ets, in quanto rappresentativi della “società solidale” […] spesso costituiscono sul territorio una rete capillare di vicinanza e solidarietà, sensibile in tempo reale alle esigenze che provengono dal tessuto sociale, e sono quindi in grado di mettere a disposizione dell’ente pubblico sia preziosi dati informativi (altrimenti conseguibili in tempi più lunghi e con costi organizzativi a proprio carico), sia un’importante capacità organizzativa e di intervento”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong>Questo è un buon punto di partenza, idealmente, per ricalibrare il ruolo degli Ets nel percorso di garanzia e di rafforzamento dei diritti e delle libertà delle persone con disabilità</strong>: il Terzo settore, da tempo, non deve più essere considerato come un mero erogatore di prestazioni, ma merita di essere percepito quale soggetto – a sua volta <strong>aperto</strong> e <strong>inclusivo</strong> – che collabora paritariamente con il pubblico in vista della messa a punto di <span class="cf1">percorsi di vita de-istituzionalizzanti</span>. E in un ambito come quello delle politiche per la disabilità, in cui si sconta, spesso, un radicato deficit informativo e una generale difficoltà nel mettere a fuoco bisogni ed esigenze delle persone con disabilità e dei loro caregivers, il ruolo delle “antenne” del Terzo settore potrebbe rivelarsi davvero fondamentale.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 08:23:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.csicp.it/blog/files/disabilita-normativa-fish_thumb.jpg" length="88215" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.csicp.it/blog/?legge-sulla-disabilita,-come-viene-coinvolto-il-terzo-settore-</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.csicp.it/blog/rss/000000012</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Pubblicato bando spazi educativi di prossimità per bambini, adolescenti e famiglie]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://www.csicp.it/blog/index.php?category=Comune_di_Palermo"><![CDATA[Comune di Palermo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div class="imHeading2">Sociale. Pubblicato bando spazi educativi di prossimità per bambini, adolescenti e famiglie</div><div><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">“L’obiettivo è quello di restituire ai territori spazi educativi, di aggregazione e servizio che contribuiscono ad arginare l'isolamento, potenziando il ruolo educativo e sociale con azioni mirate e rivolte a bambini, adolescenti ed alle famiglie. &nbsp;La nascita di questi luoghi di aggregazione e servizio, al cui interno lavoreranno equipe multidisciplinari di educatori, psicologi ed operatori specializzati, contribuirà certamente in centro come nelle aree a nord e sud della città a realizzare punti di riferimento stabili nei territori con azioni mirate volte alla partecipazione ed alla rigenerazione sociale ed urbana. L'attività, inoltre, solida nello stanziamento, avrà una durata triennale, voluta fortemente proprio per contrastare azioni spot, che spesso non producono gli effetti sperati. Un avviso imponente, costruito per lotti, di modo da valorizzare e differenziare le specificità di ogni circoscrizione, innovativo nel suo genere”, affermano il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore alle Politiche sociali Rosi Pennino.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Tra gli obiettivi dei nuovi spazi ci sono il potenziamento dei servizi socio-educativi e culturali rivolti ai bambini nelle ore pomeridiane e nei periodi di chiusura delle scuole, l’incremento della conoscenza dei diritti sociali nella famiglia e delle risorse utili alla crescita del benessere psico-fisico dei suoi componenti, favorire la cultura della genitorialità in una dimensione educativa della famiglia quale cellula primaria e fondamentale della società e la realizzazione dei servizi di preparazione e sostegno alla relazione genitori-figli, di contrasto alla povertà e alla violenza, nonché misure alternative al ricovero dei minori in strutture educativo-assistenziali e azioni per il raggiungimento di un’autonomia a supporto dei ragazzi che fuoriescono da un percorso di istituzionalizzazione, tenuto conto, altresì, delle condizioni dei minori stranieri non accompagnati.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Il Piano territoriale in favore dell’infanzia e dell’adolescenza è un programma di interventi tramite il quale Palermo, città destinataria di finanziamento annuale, seguendo il dettato della legge 285/97 e le indicazioni del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, rinnova e realizza l’impegno rivolto alla promozione della tutela dei diritti e allo sviluppo dei soggetti in età evolutiva.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 11:43:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.csicp.it/blog/files/comune-di-palermo_thumb.jpg" length="135093" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.csicp.it/blog/?sociale--pubblicato-bando-spazi-educativi-di-prossimita-per-bambini,-adolescenti-e-famiglie</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.csicp.it/blog/rss/00000000C</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Promuovere la lettura in età prescolare. Un milione di euro per sostenere i progetti del Non Profit]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://www.csicp.it/blog/index.php?category=Innovazione_sociale"><![CDATA[Innovazione sociale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div class="imHeading2 imTAJustify">Promuovere la lettura in età prescolare. Un milione di euro per sostenere i progetti del Non Profit</div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il Centro per il libro e la lettura pubblica il bando “Leggimi 0-6” 2023 rivolto alle organizzazioni senza scopo di lucro per finanziare progetti di promozione della lettura nella Prima Infanzia (fascia di età 0-6 anni).</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">A disposizione un totale di un milione di euro da assegnare a &nbsp;24 progetti meritevoli presentati da organizzazioni senza scopo di lucro, attive nel settore della promozione della lettura nella prima infanzia (0-6 anni) in partnership con istituzioni (Regioni, Comuni, biblioteche, ASL, ecc.), associazioni, fondazioni ed enti del terzo settore, che abbiano come obiettivo quello di generare un’azione sistematica di promozione della lettura in età prescolare, attraverso la creazione di una rete che favorisca una stretta collaborazione tra i settori educativo, culturale, socio-sanitario e socio-assistenziale e dia vita a una politica di alleanze tra i vari soggetti, pubblici e privati, coinvolti (biblioteche, librerie, editori, ma anche nidi, scuole per l’infanzia, consultori, studi pediatrici, ludoteche, ecc.).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il bando, che si riferisce all’anno finanziario 2023, è stato predisposto ai sensi del Decreto Interministeriale 17 febbraio 2022, n. 61 recante “</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 13 febbraio 2020 n. 15, per gli anni 2021-2023”</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Informazioni e/o chiarimenti</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">sul Bando e sul procedimento possono essere richiesti,</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">entro 5 giorni dalla scadenza</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">, scrivendo esclusivamente al seguente indirizzo di posta elettronica:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">programmazerosei(@)cultura.gov.it.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Le proposte di progetto, corredate di tutta la documentazione richiesta, devono essere compilate e inviate esclusivamente on line, attraverso la nuova piattaforma bandi del Centro per il libro entro e non oltre le ore 13:00 del giorno 30 novembre 2023</span></div></div></div><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><strong><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></strong></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 10:59:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.csicp.it/blog/files/INNOVAZIONE-SOCIALE_thumb.jpg" length="58927" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.csicp.it/blog/?promuovere-la-lettura-in-eta-prescolare--un-milione-di-euro-per-sostenere-i-progetti-del-non-profit</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.csicp.it/blog/rss/00000000D</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Forum Nazionale Terzo Settore]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://www.csicp.it/blog/index.php?category=Terzo_settore"><![CDATA[Terzo settore]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div class="imHeading2"><div>Forum Nazionale Terzo Settore</div></div><div class="imHeading3">L’appello della delegazione è per il cessate il fuoco immediato, perché riprenda l’azione diplomatica internazionale, sotto la regia delle Nazioni Unite </div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify">Dal 3 al 6 marzo una delegazione di operatori e operatrici umanitari, 16 parlamentari, 13, giornalisti e giornaliste, accademici ed esperte di diritto internazionale si recherà in Egitto per raggiungere il valico di Rafah.</div><div class="imTAJustify">Si tratta di un’iniziativa promossa da AOI, nell’ambito della campagna #EMERGENZAGAZA, in collaborazione con Amnesty International - Italia, Arci nazionale e Assopace Palestina.</div><div class="imTAJustify">🌈L’appello della delegazione è per il cessate il fuoco immediato, perché riprenda l’azione diplomatica internazionale, sotto la regia delle Nazioni Unite. La delegazione sostiene con determinazione la richiesta delle organizzazioni umanitarie e della Corte Internazionale di Giustizia, perché si consenta l’ingresso degli aiuti e l’operato umanitario. </div><div class="imTAJustify">Obiettivo della delegazione italiana è quello di testimoniare la vicinanza alla popolazione di Gaza sotto assedio e dimostrare che è possibile fare qualcosa di concreto.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Jan 2023 11:15:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.csicp.it/blog/files/SAVE-THE-DATE_thumb.jpg" length="67680" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.csicp.it/blog/?news_02-3</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.csicp.it/blog/rss/000000009</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Palermo, “L’acqua al centro”]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://www.csicp.it/blog/index.php?category=Il_Sicilia"><![CDATA[Il Sicilia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div class="imHeading2">PALERMO, “L’ACQUA AL CENTRO”: MOBILITAZIONE COLLETTIVA PER L’APERTURA DEL CENTRO EDUCATIVO DI BORGO VECCHIO</div><div class="imHeading3">Joska Arena </div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Oggi alle 16, si svolgerà la mobilitazione collettiva in via Archimede davanti alla sede di “Al centro”, lo spazio educativo di Borgo Vecchio ancora costretto a rimanere chiuso per il mancato allaccio di un’utenza idrica, l’associazione di promozione sociale Per Esempio chiede un intervento immediato al Comune di Palermo e all’Amap S.p.A., invitando i cittadini e le cittadine a portare con sé un bidoncino, un secchio, una bottiglia con dell’acqua per rivendicare un servizio essenziale.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Avrebbe dovuto accogliere, a partire da ottobre 2023, corsi di teatro e di danza, uno sportello per il supporto psicologico, un calendario di attività sociali, culturali, educative e sportive dedicate in modo particolare a bambine e bambini, adolescenti e donne ma anche uno sportello di orientamento sociale e accompagnamento ai servizi aperto a tutti gli abitanti del quartiere.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><span class="cf1">E invece</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><strong><span class="cf1">“Al centro” </span></strong><span class="cf1">, il nuovo “spazio di crescita” creato al </span><strong><span class="cf1">quartiere Borgo Vecchio </span></strong><span class="cf1">dall’</span><strong><span class="cf1">associazione di promozione sociale Per Esempio </span></strong><span class="cf1"> </span><span class="cf1">per contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica,</span><span class="cf1"> </span><strong><span class="cf1">continua a rimanere chiuso perché manca l’acqua</span></strong><span class="cf1">.</span></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Per quanto riguarda i tempi tecnici viene precisato che la richiesta è stata ratificata il 20 dicembre scorso. Poichè si tratta di lavoro con scavo e non di semplice allaccio il timing previsto &nbsp;è di 30 giorni lavorativi, secondo il protocollo Arera scadenza il 5 febbraio prossimo.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 11:15:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.csicp.it/blog/files/l-acqua-del-centro_thumb.jpg" length="70871" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.csicp.it/blog/?news_02-2</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.csicp.it/blog/rss/000000008</guid>
		</item>
	</channel>
</rss>